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Nel seminterrato dell’Abbazia di S. Pietro, tra le mura perimetrali appartenute all’antico cenobio dell’Abbazia di S. Pietro (X sec.), si trova l’Osservatorio Sismico "Andrea Bina". Nelle silenziose sale avvolte dalle secolari e potenti mura vengono registrati giorno per giorno gli eventi sismici che si verificano in tutto il mondo.
Nel Giugno dell’anno 1931 Padre Bernardo Paoloni, con il beneplacito del S. Padre Pio XI, si trasferì dal Monastero di Montecassino al Monastero di S. Pietro di Perugia con lo scopo di far sorgere in questa Abbazia un osservatorio sismico nel luogo stesso dove, nel 1751, il Benedettino D. Andrea Bina inventò e fece funzionare il primo sismografo a pendolo del mondo. Il primo tentativo (nel 1933) fallì perché, per mancanza di fondi, scelse un locale già pronto ma poco adatto e poco accessibile. Due anni dopo ritentò la prova facendo istanza al Ministero dell’Agricoltura e Foreste per avere un sismografo astatico, del tipo Wiechert, da impiantare nel Monastero di S. Pietro. L’ente accolse benevolmente la sua domanda e incaricò il Prof. Emilio Oddone, famoso sismologo, di farlo costruire. Pochi mesi dopo, in seguito a frequenti scosse avvenute nella zona di Foligno, il Ministero dei Lavori Pubblici decise di istallare un’altro sismografo proprio nell’Abbazia di S. Pietro, il quale venne costruito dal Prof. Agamennone. Oltre a questo vennero impiantati anche due sismoscopi. Le spese per l’adattamento dei locali (due grandi sale, complessivamente di circa 130 mq. e due stanzette) vennero sostenute in gran parte dal Ministero dei LL. PP. Il luogo prescelto per fondare il nuovo Osservatorio si rivelò subito molto adatto. Attualmente è rimesto in questa sala l'antico sismografo Vicentini. I locali del seminterrato dell’Abbazia, a pochi metri sopra la "roccia inalterata", vennero messi a disposizione dal P. Priore D. Pietro Cantoni. In pochi anni dunque si realizzò il forte desiderio di P. Paoloni, precursore dell’attuale osservatorio.
Dopo la morte dello scienziato, avvenuta nel 1944, il centro sismico e tutta la strumentazione restò abbandonata fino agli inizi degli anni settanta. In quel periodo l'attuale direttore Padre Martino Siciliani, coadiuvato da Don Pietro Inama (che conobbe P. Bernardo Paoloni), prese la determinata decisione di rimettere in funzione le apparecchiature. Alla realizzazione del progetto partecipò come saggia e competente guida il Prof. Enrico Medi, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e conosciuto dalla popolazione per essere stato il commentatore televisivo dello sbarco sulla Luna. Ciò avvenniva nel 1971 e l’anno successivo già venivano registrati i primi terremoti.
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