Sismografo Vicentini

sismografo vicentiniIl sismografo Vicentini fa parte della categoria degli strumenti a pendolo pesante ed è predisposto per la determinazione dei movimenti in direzione E-W e N-S.
Insieme al sismografo Agamennone, è stata una delle prime macchine ad essere stata impiantata da Padre Bernardo Paoloni all’Osservatorio Sismico (1936).
Nell’estremità superiore della sua grande impalcatura (più alta di 4 m) è attaccato un pendolo verticale avente una massa di 2000 Kg. costituita da lingotti metallici sovrapposti. Il pesante meccanismo si trova sopra all’apparato di amplificazione e nella sua parte inferiore destra è collegato un braccio metallico ad L che trasmette il movimento del suolo agli organi di registrazione.
La porzione verticale del braccio è lunga circa 40 cm. e la sua parte più bassa è racchiusa dentro un cilindro con diametro leggermente maggiore della braccio stesso. L’apparato assume un compito di protezione delle parti delicate atte alla registrazione. Limitando infatti i movimenti del pendolo a mantenersi all’interno di piccoli valori, evita che terremoti molto forti provochino mercate oscillazioni del pendolo con conseguente urto tra i due pennini.
Le leve che contengono i due leggeri e appuntiti organi di registrazione sono di steli di grano essicato e vengono messe in contatto con il la porzione orizzontale del braccio ad L (di lunghezza uguale a 25 cm.) tramite fili. La registrazione avviene anche in questo caso su foglio di carta affumicata avvolta in due rulli e fatta ruotare da un meccanismo ad orologeria meccanica.

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