Padre Bernardo Paoloni

paoloni 01guglielmo_marconi_01Il Padre benedettino Bernardo Paoloni nacque a Cascia nel 1876. Lasciò una traccia indelebile principalmente nella Meteorologia ed in particolare per quanto riguarda lo studio dell’elettricità atmosferica (che effettuò prevalentemente allo scopo di arrivare ad una previsione del tempo anche a lungo termine).
Dall’anno 1906 diresse l’Osservatorio Meteorico Aerologico Geodinamico di Montecassino, succedendo all’Abate D. Giuseppe Quandel, fondatore e primo direttore della struttura.
Sotto la sua cura l’osservatorio progredì anno dopo anno diventando in breve tempo uno dei più importanti e attivi centri italiani di ricerca.
Nel Gennaio 1920 fece nascere “Meteorologia Pratica”, rivista della quale fu ideatore e direttore. Essa costituì il primo lavoro che si occupasse in forma semplice e popolare di Meteorologia relazionata all’agricoltura, al commercio, all’aeronautica, all’igiene e ai fenomeni atmosferici.
Quando Paoloni si trasferì dall’Osservatorio di Montecassino al Monastero di S. Pietro (1931) per dare la vita all’Osservatorio Sismico A. Bina trasferì a Perugia anche la direzione della rivista.
Dalle parole che scrive in un articolo del primo volume si può concepire la volontà e il bisogno di realizzare un servizio a favore della scienza e della comunità: “Scopo della nostra Rivista è adunque quello di rendere la Meteorologia popolare, e di utilizzare a vantaggio della Meteorologia scientifica le preziose cognizioni dell’esperienza del popolo. Frutto di questa unione sarà quella che noi abbiamo chiamato Meteorologia Pratica; cioè utile, e utile non meno alla scienza che alla società” (1).
Sua è la prima classificazione degli Atmosferici (disturbi radio correlati a fenomeni atmosferici), la più precisa e completa a giudizio dei più eminenti esperti di allora (1913). Fu chiamata in seguito “Scala radioatmosferica Paoloni” in onore dello Scienziato.
L’intensa attività di ricerca lo portarono ad essere il pioniere di molteplici istituzioni che lo hanno reso protagonista indiscusso della Meteorologia per molti anni.
Nel 1928 fondò il Servizio Radioatmosferico Italiano “…allo scopo di organizzare, disciplinare e approfondire, a mezzo radio, gli studi sulle perturbazioni elettromagnetiche dell’atmosfera, e nell’intento di approntare ampio materiale sperimentale dal quale sia agevole trarre conclusioni sicure sul comportamento di tali fenomeni, che trovano nella radio un preciso mezzo di rilevazione…” (2).
Un anno dopo Guglielmo Marconi, che allora era Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, lo nominò Membro del Comitato Nazionale Geodetico-Geofisico.
In una delle tante lettere che Marconi dedicò all’amico Paoloni (6 Agosto 1930) lo scienziato scrisse: “Quanto al Servizio Radioatmosferico Italiano debbo dire che esso svolge un’azione preziosa per le radiocomunicazioni e che tutti i collaboratori di esso possono a ragione essere orgogliosi del lavoro che compiono”.
Nelle sue iniziative anche l’istituzione del Servizio Meteorico Sanitario Italiano che fondò nel 1930 e portò la direzione a Perugia nel 1932. Da questa città il Servizio si estese gradualmente in tutto il territorio italiano.
Un ulteriore riconoscimento che viene attribuito al P. Paoloni è quello di aver fatto risorgere la Società Meteorologica Italiana. Mentre nel 1930 la società era ridotta ad una ventina di soci, appena fu nominato Segretario Generale, nel 1931, le iscrizioni salirono a più di 700.
Il merito principale che attribuiamo al Padre Benedettino è però quello di aver creato l’Osservatorio Sismico A. Bina di Perugia, permettendo così lo studio e la registrazione dei Terremoti in una zona estremamente sismica quale è l’Umbria.
fotoanemometro_paoloni01Concludiamo la breve storia di P. Paoloni associandoci alle parole scritte dal Prof. Marescalchi e dedicate allo scienziato: “e’ assai raro trovare tempre di scienziati, lavoratori e pensatori come il P. Paoloni. Nella sua bella figura si cumulano l’eletta mente, lo spirito profondo e sereno di osservazione acuta e dotta, la devozione schietta al compito nobilissimo volontariamente assunto e così attivamente assolto pel bene dell’umanità, la passione fervida, e la salda luminosa fede. Il P. Paoloni onora veramente l’Italia e illustra ancora una volta quell’ordine dei Benedettini al quale tanto deve la scienza, l’agricoltura, la vita sociale” (3).
(1) Bernardo Paoloni, La Meteorologia Pratica, anno 1920, n. 1 pag. 3.
(2) Bernardo Paoloni, La Meteorologia Pratica, anno 1928, n. 3 pag. 109.
(3) Arturo Marescalchi, La Meteorologia Pratica, anno 1934, n.1 pag. 3.

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