Nella mattinata odierna, alle ore 09:52 italiane (16:52 giapponesi e 07:52 UTC) si è verificato un forte terremoto di magnitudo 7.5 che ha fatto scattare l’allerta tsunami. Il terremoto è avvenuto ad una profondità di 29 km (fonti ufficiali INGV) e, come riportato su diversi quotidiani nazionali, sembra aver causato danni materiali e a persone la cui entità è sotto verifica dalle autorità giapponesi. Secondo l’Agenzia meteorologica giapponese, onde anomale da 80 centimetri hanno colpito un porto nel nord del paese, ma l’allerta tsunami è rientrata dopo qualche ora.

I terremoti in Giappone, un paese ad altissima pericolosità sismica, avvengono a causa di una zona geologicamente molto attiva influenzata dalla presenza di quattro placche tettoniche: la placca nordamericana, la placca euroasiatica, la placca delle filippine e la placca pacifica. Il terremoto odierno è avvenuto in corrispondenza del limite di placca convergente tra quella nordamericana e quella pacifica, con subduzione della seconda sotto la prima. Questo contesto tettonico permette lo sviluppo di numerose faglie compressive che possono generare forti terremoti. L’Agenzia Meteorologica Giapponese, in seguito a tale evento, ha emesso un’allerta per un “mega terremoto” a nord dell’isola.

L’Osservatorio Sismico A. Bina, ha registrato l’evento con alcune stazioni velocimetriche poste sul territorio regionale e gestite in collaborazione con la Regione Umbria e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e con il sismografo Galitzin, esposto nella sala storica “Padre Martino Siciliani”. Si riporta, di seguito, una scannerizzazione dell’evento registrato su carta termosensibile dal Galitzin, che è possibile ingrandire cliccando sopra l’immagine.